I CD e i DVD sono l’unico supporto che si degrada anche se non lo tocchi. Un hard disk fermo in un cassetto tra dieci anni molto probabilmente parte ancora. Un disco masterizzato, no: si guasta da solo, in silenzio, mentre sta nella custodia.
Il motivo è che un disco masterizzato in casa non è fatto come un disco stampato in fabbrica. Quello industriale ha le informazioni impresse fisicamente nel materiale. Quello masterizzato le ha scritte modificando uno strato di colorante, che luce, calore e umidità degradano nel tempo.
Cosa succede a un disco
Il colorante si degrada
È la causa più frequente sui dischi masterizzati: il disco è intatto a vedersi ma il lettore rallenta, si inceppa, legge metà file. Non è sporco né graffiato: è invecchiato.
Graffi e sporco
I graffi radiali, dal centro verso il bordo, spesso si superano. Quelli circolari sono peggiori, perché interrompono la traccia lungo la direzione di lettura.
Distacco dello strato
Sui dischi conservati male lo strato riflettente si separa dalla plastica. Si vedono chiazze chiare in controluce: quelle aree non sono più recuperabili, il resto sì.
Come si legge un disco che non si legge
Il lettore del computer, davanti a un errore, insiste qualche istante e poi si arrende: è fatto per non far aspettare l’utente. Nel recupero si fa l’opposto.
Si prova il disco su lettori diversi, perché ogni meccanica ha una sua sensibilità e capita spesso che un disco illeggibile ovunque venga letto da un’unità specifica. Si legge a velocità ridotta, perché più lentamente gira, più il sistema di correzione degli errori riesce a ricostruire i dati mancanti. E si fanno più passaggi, perché su un disco degradato non sempre falliscono gli stessi punti: unendo letture diverse si ricompone un’immagine completa che nessuna singola lettura avrebbe dato.
È un lavoro lento per costruzione. Un disco difficile può richiedere ore di sola lettura.
Da non fare
Niente dentifricio o abrasivi
Il rimedio più diffuso in rete è anche il più dannoso: crea micrograffi diffusi e irreversibili che peggiorano la lettura invece di migliorarla.
Non pulire in circolo
Se devi togliere una traccia di sporco, usa un panno morbido asciutto e vai dal centro verso il bordo. I graffi radiali si correggono, quelli circolari quasi mai.
Via le etichette adesive
Con il tempo si ritirano, deformano il disco e ne compromettono la rotazione. Non toglierle da soli su un disco che ti serve: si rischia di strappare lo strato riflettente.
I dischi delle videocamere
È un caso a sé e ce ne arrivano molti. I mini DVD delle videocamere degli anni Duemila spesso non sono mai stati chiusi: la videocamera ha registrato il filmato ma non ha mai scritto l’indice finale che permette agli altri lettori di orientarsi.
Il risultato è un disco che nel computer appare vuoto o danneggiato, mentre il contenuto c’è per intero. Si recupera leggendo il disco a basso livello e ricostruendo la struttura che la videocamera non ha mai scritto.
Se hai una scatola di quei dischi e non li hai mai riversati, è il momento buono: sono ventenni e il colorante non migliora.
Come funziona da noi
La valutazione viene prima di qualsiasi intervento e ti dice cosa si può fare, con che probabilità e a che cifra. Il recupero si paga solo se riesce; se riesce in parte, ti formuliamo comunque un preventivo su quello che c’è e sei tu a decidere.
La copia dei dati recuperati la conserviamo 30 giorni, poi cancellazione sicura. Sui supporti già aperti o già trattati da altri c’è un contributo di 100 €: si parte da una situazione che non conosciamo e va ricostruita. Per chi non può aspettare esiste la gestione urgente entro 48 ore.
Se hai più dischi da riversare, portali tutti insieme: si lavora in serie e il preventivo è diverso da quello del singolo disco. Siamo a Genova, in Viale Brigata Bisagno, zona Brignole. In laboratorio si parla italiano, inglese e ucraino.
Altri supporti
Per dischi e unità: hard disk, SSD. Per schede e chiavette: micro SD, pen drive.
Il quadro completo è nella pagina recupero dati.
Domande frequenti
Sì, ed è il motivo principale per cui ci portano dischi. I dischi masterizzati in casa non incidono fisicamente il supporto: modificano uno strato di colorante organico, che con il tempo, la luce e il calore si degrada. A seconda della qualità e di come sono stati conservati, iniziano a diventare illeggibili dopo qualche anno.
No, e è uno dei consigli più dannosi che circolano. I metodi abrasivi casalinghi creano micrograffi diffusi che rendono la lettura peggiore di prima, e sono irreversibili. Se il disco è graffiato portacelo com’è.
Molto spesso quei dischi non sono mai stati chiusi correttamente: la videocamera ha registrato ma non ha scritto l’indice finale, quindi i lettori normali li vedono come vuoti. Il contenuto però c’è, e si recupera leggendo il disco a basso livello.
Dipende solo da cosa contengono. Tecnicamente è un recupero che facciamo regolarmente. L’unica cosa che aggiungiamo è che il degrado è progressivo: un disco leggibile a metà oggi lo sarà meno tra due anni.
Se proprio, solo con un panno morbido e asciutto, sempre dal centro verso il bordo e mai in circolo: i graffi radiali si correggono, quelli circolari no. In caso di muffa non insistere e portacelo.
Sì, e non è scontato: un disco difficile a volte si legge in un’unità e non in un’altra. Proviamo con lettori diversi e a velocità ridotta, con più passaggi, perché sui dischi degradati la lentezza è ciò che permette al meccanismo di correzione di lavorare.
Portaci i dischi finché si leggono ancora
Sul supporto ottico il tempo lavora sempre contro: un disco leggibile a metà oggi lo sarà meno tra due anni.

