Sui Mac il recupero dati è cambiato radicalmente in pochi anni, e la differenza tra un Mac del 2015 e uno recente è così grande da rendere i due casi due mestieri diversi.
Sui modelli meno recenti il disco si estrae e si legge altrove, come su qualsiasi computer. Sui Mac recenti la memoria è saldata alla scheda logica e cifrata da una chiave che vive dentro il chip di sicurezza di quel singolo Mac. Toglierla non serve: fuori da quella scheda è una massa di dati illeggibili.
La prima domanda che ti facciamo, quindi, è sempre la stessa: che Mac è e di che anno.
Due mondi diversi
Mac con disco rimovibile
Sui modelli più datati l’unità si estrae e si legge su un’altra macchina. Se il Mac non si accende ma il disco sta bene, il recupero è rapido e con probabilità molto alte.
Mac con memoria saldata e cifrata
Qui non si aggira il computer: si rimette in funzione la scheda quel tanto che basta per far avviare il Mac ed estrarre i dati. Serve la password dell’utente.
Quando i dati non sono recuperabili, e perché
È la parte che preferiamo dire subito, anche se non fa piacere.
Sui Mac recenti la chiave di cifratura non sta nella memoria: sta nel chip di sicurezza sulla scheda. Se un guasto ha coinvolto quel chip — una corrosione da liquido che arriva fin lì, un danno che lo attraversa — la chiave è persa, e con lei i dati. Non è un limite delle attrezzature: è il modo in cui il sistema è stato progettato, e vale per chiunque.
Allo stesso modo, se FileVault era attivo e non hai né la password né la chiave di ripristino, non esiste strada tecnica.
Quando siamo in uno di questi scenari te lo diciamo alla valutazione, non dopo settimane.
Il Fusion Drive e altre insidie
Sui Mac fissi di alcuni anni è frequente il Fusion Drive: un disco meccanico e una piccola unità a stato solido presentati come un volume solo. La parte veloce contiene le strutture più usate, la parte meccanica il grosso dei file. Con una sola delle due non si ricostruisce niente: se ci porti il Mac, portalo intero, e se apri tu, portaci entrambe.
Un’altra insidia è il filesystem moderno di Apple, che gestisce le istantanee: capita che i dati «spariti» siano ancora presenti in un’istantanea precedente. È una delle prime cose che verifichiamo, e a volte risolve tutto in poco tempo.
Infine il Time Machine: se il backup esiste ma non riesci a rientrarci, portaci il disco del backup. È spesso la strada più rapida.
Da non fare
Non far «riparare» il disco
Le funzioni di riparazione integrate scrivono sul disco. Su una situazione compromessa possono consolidare il danno invece di risolverlo.
Non reinstallare il sistema
È il consiglio più frequente che si riceve e uno dei più dannosi: reinstallare non recupera niente e sovrascrive proprio l’area dove i dati sarebbero ancora ritrovabili.
Non caricarlo se ha preso liquido
La corrente su una scheda umida innesca la corrosione sotto i componenti. Se è bagnato, non accenderlo e non metterlo in carica.
Come funziona da noi
La valutazione viene prima di qualsiasi intervento e ti dice cosa si può fare, con che probabilità e a che cifra. Il recupero si paga solo se riesce; se riesce in parte, ti formuliamo comunque un preventivo su quello che c’è e sei tu a decidere.
La copia dei dati recuperati la conserviamo 30 giorni, poi cancellazione sicura. Sui supporti già aperti o già trattati da altri c’è un contributo di 100 €: si parte da una situazione che non conosciamo e va ricostruita. Per chi non può aspettare esiste la gestione urgente entro 48 ore.
Se puoi, portaci il Mac intero: su parecchi modelli l’unità non è separabile dalla scheda. Siamo a Genova, in Viale Brigata Bisagno, zona Brignole. In laboratorio si parla italiano, inglese e ucraino.
Altri dispositivi Apple
Per iPhone e iPad il principio è lo stesso ma l’intervento è diverso: recupero dati da iPhone e iPad.
Se il disco è esterno o proviene da un altro computer: hard disk, SSD. Se il contenuto è cifrato: dischi criptati. Quadro completo: recupero dati.
Domande frequenti
Sui Mac degli ultimi anni no, e non è una questione di attrezzi: la memoria è saldata alla scheda e cifrata da una chiave legata al chip di sicurezza di quel Mac. Fuori da quella scheda, i dati sono illeggibili. Sui modelli più datati con SSD rimovibile, invece, sì.
Dipende da cosa è danneggiato. Se il chip di sicurezza è integro si lavora per rimettere la scheda in condizione di avviarsi. Se il danno ha coinvolto proprio quel chip, la chiave se ne va con lui e i dati non sono più recuperabili da nessuno. È una conseguenza del progetto, non un limite tecnico nostro.
Serve la password o la chiave di ripristino generata all’attivazione: senza, il contenuto resta cifrato. Controlla se all’epoca l’hai salvata sul tuo account Apple o stampata. Se non la trovi, purtroppo non ci sono scorciatoie.
Non prima di averci sentito. Su un disco con problemi, le funzioni di riparazione scrivono per rimettere in ordine le strutture, e su una situazione compromessa possono consolidare il danno. Se il Mac parte ancora, la cosa più utile è spegnerlo e non usarlo.
Entrambe le unità, ed è importante. Il Fusion Drive unisce un disco meccanico e una parte a stato solido in un unico volume logico: con una sola delle due non si ricostruisce niente, e la parte a stato solido contiene proprio le strutture più usate.
Capita spesso, soprattutto se il backup era su un disco esterno o su un NAS che ha avuto problemi. Il contenuto in genere c’è: portaci il disco di backup, spesso è la strada più rapida di tutte.
Non provare ad accenderlo per vedere se funziona ancora, e non metterlo in carica: sulle schede bagnate la corrente innesca la corrosione. Portacelo così com’è, prima possibile.
Dicci che Mac è e cosa è successo
Modello e anno cambiano completamente lo scenario: con quelli ti diciamo subito cosa è realistico aspettarsi.

