Su iPhone e iPad il recupero dati segue regole diverse da qualunque altro dispositivo, e vale la pena capire perché: da quel motivo discende tutto il resto.
La memoria di un dispositivo Apple è cifrata da una chiave che non esiste da nessuna parte se non dentro il chip del dispositivo stesso, e che si sblocca solo con il tuo codice. Dissaldare la memoria e leggerla altrove — la tecnica classica del recupero dati — qui non serve a niente: si otterrebbe una massa di dati cifrati e illeggibili.
Quindi non si aggira il dispositivo: si rimette in funzione il dispositivo. E la salute della scheda logica decide quasi tutto.
Cosa guardiamo per prima cosa
Il codice di sblocco
Senza codice la cifratura non si apre, e non esiste scorciatoia tecnica che tenga. È la prima domanda che ti facciamo, prima ancora di aprire il dispositivo.
Lo stato della scheda
Alimentazione, gestione della carica, linee della memoria. Un dispositivo che non si accende quasi sempre ha un guasto circoscritto e riparabile quanto basta per estrarre i dati.
Se esiste già una copia
Prima di toccare l’hardware controlliamo iCloud e i backup sul computer: capita spesso che una parte dei dati sia già al sicuro e il lavoro si riduca di molto.
Il dispositivo è rotto: si recupera lo stesso?
Nella maggior parte dei casi sì. Interveniamo sul dispositivo quel tanto che serve per arrivare ai dati: sostituiamo il display se impedisce di sbloccare, ripristiniamo l’alimentazione se non si accende, lavoriamo sulla scheda dove serve.
Non ti vendiamo la riparazione del telefono: la riparazione è il mezzo, quello che paghi è il recupero dei dati. È una distinzione che facciamo esplicita perché cambia il preventivo e cambia le aspettative: a fine lavoro potresti avere i tuoi dati e un dispositivo che resta comunque da sostituire.
I casi che vediamo più spesso sono tre: caduta con display distrutto ma scheda integra, liquido con corrosione sui contatti, e dispositivo che non si accende più dopo un aggiornamento o senza una ragione apparente. Il primo è il più semplice, il secondo il più delicato: nel liquido conta molto quanto tempo è passato.
Quello che non devi fare
Non metterlo in carica se è bagnato
È la mossa che trasforma un guasto recuperabile in uno definitivo: la corrente su una scheda umida innesca la corrosione sotto i componenti, dove non si vede.
Non ripristinare da iTunes o Finder
Il ripristino non ripara: cancella e reinstalla. Se il dispositivo non parte, ripristinarlo elimina quello che stavi cercando di salvare. Vale anche per la modalità DFU.
Non usare i software «miracolosi»
Su Apple non aggirano la cifratura, e diversi di quei programmi in caso di errore avviano un ripristino. Peggiorano la situazione e la fanno pagare.
iPad: qualche differenza pratica
Sull’iPad il principio è identico, ma cambiano un paio di cose in officina. La scheda è più grande e il liquido entrato dalla porta di ricarica ha più strada da fare prima di raggiungere i componenti critici, il che a volte gioca a favore. In compenso il display è incollato su una superficie ampia e rimuoverlo per lavorare sulla scheda è un’operazione più lunga.
Sui modelli con SIM va detto subito se serve recuperare anche gli SMS: sono nella memoria interna, non sulla SIM, e seguono la stessa strada di tutto il resto.
Il caso più frequente sugli iPad è la batteria gonfia: se il vetro si è sollevato, smetti di usarlo e non premere per rimetterlo a posto. Una batteria deformata è un rischio concreto, non un difetto estetico.
Quando invece i dati non ci sono più
Preferiamo dirlo prima: esistono casi senza uscita, e non è questione di bravura.
Se il codice di sblocco è ignoto, sui dispositivi recenti non si recupera nulla. Se la corrosione ha mangiato le piste attorno alla memoria o ha danneggiato il processore, la chiave di cifratura se ne va con lui e i dati diventano illeggibili in modo definitivo. Se qualcuno ha già completato un ripristino, il contenuto precedente non è più recuperabile.
Quando siamo in uno di questi scenari te lo diciamo alla valutazione, non dopo settimane di tentativi.
Come funziona da noi
La valutazione arriva prima di qualsiasi lavoro e ti dice cosa si può fare, con che probabilità e a che cifra. Il recupero si paga solo se riesce; se riesce in parte, ti formuliamo comunque un preventivo su quello che c’è, e sei tu a decidere se accettarlo.
La copia dei dati recuperati la conserviamo 30 giorni, poi la cancelliamo in modo sicuro. Se il dispositivo è già stato aperto o trattato da altri, c’è un contributo di 100 €: il lavoro parte da una situazione che non conosciamo e va ricostruita.
In laboratorio si parla italiano, inglese e ucraino. Puoi portarcelo a Genova, in Viale Brigata Bisagno, oppure spedirlo.
Altri dispositivi
Se il tuo non è un dispositivo Apple, la strada tecnica è diversa: vedi recupero dati da smartphone e tablet Android, dove in certi casi la memoria si legge anche a dispositivo morto, oppure recupero dati da telefoni cellulari per gli apparecchi non smartphone.
Tutti gli altri supporti sono raccolti nella pagina recupero dati.
Domande frequenti
Sì, ed è la condizione più importante di tutte. Su iPhone e iPad la chiave di cifratura è legata al codice: senza, il contenuto della memoria resta illeggibile anche avendo il dispositivo in mano. Se non lo ricordi diccelo subito, prima di iniziare.
Non metterlo in carica e non accenderlo per provare. La corrente su una scheda bagnata è ciò che trasforma un guasto recuperabile in uno definitivo, perché innesca la corrosione sotto i componenti. Portacelo così com’è, anche umido, e non lasciarlo giorni nel riso.
No, ed è l’errore che vediamo più spesso. Il ripristino cancella il contenuto e reinstalla il sistema: se il telefono non parte, ripristinarlo non recupera niente, elimina tutto. Vale anche per la modalità DFU.
Su iPhone e iPad no. Non aggirano la cifratura del chip di sicurezza, e diversi di quei programmi in caso di errore avviano proprio un ripristino. Sono soldi spesi per peggiorare la situazione.
Nella maggior parte dei casi sì. Sostituiamo il display quel tanto che basta per interagire con il dispositivo e sbloccarlo. Non ti stiamo vendendo la riparazione del telefono: è il mezzo per arrivare ai dati, e quello che fatturi è il recupero.
Sì. I dispositivi Apple sono legati a un ID Apple e al Blocco attivazione: chiediamo la fattura d’acquisto o documenti equivalenti. Se il dispositivo era di un familiare che non c’è più, dicci subito la situazione: cambiano le verifiche e i documenti necessari.
Dipende da cosa c’è da fare sulla scheda. Un display da sostituire si risolve in tempi brevi; una scheda con corrosione da liquido richiede più lavoro. Dopo la valutazione ti diciamo tempi e possibilità reali, prima di procedere.
Raccontaci cosa è successo
Dicci modello, cosa è accaduto e se hai il codice di sblocco: ti diciamo subito se il caso è nostro e cosa aspettarti.

