Recupero dati da schede micro SD a Genova

Una micro SD non contiene un chip: è il chip. Ed è per questo che il messaggio «formatta per utilizzarla» decide da solo l’esito del recupero.

La micro SD è il supporto più piccolo che esista e quello con sopra le cose che dispiacciono di più: le foto di un viaggio, i video di una vacanza, le registrazioni della telecamera in auto. Ed è anche quello trattato con meno riguardo, perché costa poco.

Rispetto a una chiavetta c’è una differenza fisica che cambia tutto il resto: una scheda di memoria non contiene un chip, una scheda di memoria è il chip. Non si apre, non si smonta, non ha parti separabili.

Da dove arrivano le schede che ci portano

Dal telefono

Il caso più comune: il telefono annuncia che la scheda è danneggiata e propone di formattarla. È il momento in cui si decide tutto, e la risposta giusta è sempre no.

Da macchina fotografica

Spesso la scheda è sana e il problema è la struttura dei file, magari dopo che la batteria si è scaricata durante uno scatto. Sono tra i recuperi con le probabilità più alte.

Dalla dashcam

Le schede delle telecamere da auto sono riscritte in continuazione e si consumano prima delle altre. Se serve il filmato di un incidente, la prima cosa da fare è spegnere la dashcam.

Il messaggio che non devi mai accettare

«Scheda SD danneggiata. Formattare per utilizzarla?»

È la schermata che compare sul telefono e nella maggior parte dei casi decide da sola l’esito del recupero. Quel messaggio non dice che i dati non ci sono: dice che il dispositivo non riesce più a leggere l’indice che descrive dove stanno.

Formattare non ripara niente: scrive un indice nuovo e vuoto sopra quello vecchio. Nella pratica è l’unica azione che trasforma un recupero facile in uno difficile. Se compare, la mossa giusta è sempre la stessa: togliere la scheda e non usarla più.

Da non fare

Non formattare

Vale per il telefono, per la fotocamera e per il computer. Nessuno di questi «ripara» una scheda: la riscrivono.

Non continuare a usarla

Ogni foto, ogni video, ogni secondo di registrazione può occupare lo spazio di quello che stiamo cercando. Togliere la scheda è gratis ed è la cosa più utile.

Niente programmi «ripara SD»

Quasi tutti riscrivono la struttura invece di leggerla, e diversi lo fanno senza chiedere conferma. Su una scheda già sofferente è il colpo di grazia.

Le schede false

È un problema molto più diffuso di quanto si pensi. Girano moltissime schede vendute con capacità dichiarate irreali: dentro c’è una memoria molto più piccola e il controller è stato modificato perché il dispositivo creda che lo spazio ci sia.

Il difetto non si vede subito. Si riempie la scheda per settimane, tutto sembra funzionare, e poi si scopre che i file più vecchi non si aprono più: sono stati sovrascritti da quelli nuovi, perché la memoria vera era finita da un pezzo. Quello che è andato perso così non è recuperabile: non è mai stato scritto da nessuna parte.

La parte contenuta entro la capacità reale invece si recupera normalmente.

Cosa possiamo fare quando la scheda non risponde più

Se la scheda non viene più riconosciuta da nessun lettore, la strada è arrivare ai contatti interni: siccome non esiste un componente da staccare, si lavora sul corpo stesso della scheda fino a raggiungerli.

È un intervento delicato e a senso unico: la scheda dopo non è più utilizzabile. Per questo si tenta solo quando le altre strade sono chiuse, e sempre dopo avertelo detto.

Se invece la scheda viene ancora letta ma i file non si aprono, il lavoro è molto meno invasivo: si fa una copia integrale e si ricostruisce la struttura lavorando sulla copia.

Come funziona da noi

La diagnosi costa 49 €, scalati dal preventivo se procedi con il recupero. Viene prima di qualsiasi intervento e ti dice cosa si può fare, con che probabilità e a che cifra. Il recupero si paga solo se riesce; se riesce in parte, ti formuliamo comunque un preventivo su quello che c’è e sei tu a decidere.

La copia dei dati recuperati la conserviamo 30 giorni, poi cancellazione sicura. Sui supporti già aperti o già trattati da altri c’è un contributo di 100 €: si parte da una situazione che non conosciamo e va ricostruita. Per chi non può aspettare esiste la gestione urgente entro 48 ore.

Siamo a Genova, in Viale Brigata Bisagno, zona Brignole. In laboratorio si parla italiano, inglese e ucraino.

Altri supporti

Per le chiavette USB, che hanno una costruzione diversa: recupero dati da pen drive.

Se la scheda era nel telefono e i dati che cerchi potrebbero essere anche nella memoria interna: recupero dati da smartphone Android. Tutto il resto nella pagina recupero dati.

Domande frequenti

Non accettare, ed è la cosa più importante di questa pagina. Quel messaggio significa che il telefono non riconosce la struttura della scheda, non che le foto siano sparite. Formattare non «ripara»: crea una struttura nuova e vuota sopra quella vecchia. Togli la scheda e portacela.

Diccelo, perché cambia le aspettative. Ogni nuova foto può occupare lo spazio di quelle che stiamo cercando. Non è irreparabile, ma la parte sovrascritta non torna: da quel momento in poi la regola è smettere di usarla.

È normale, ed è una delle richieste che riceviamo più spesso. Le schede delle telecamere da auto vengono riscritte in continuazione e si consumano molto prima delle altre. Se ti serve il filmato di un incidente, smetti subito di usare la dashcam: continuando a registrare si sovrascrive proprio quello che serve.

Non inserirla per provare, soprattutto se è umida. Una scheda piegata può avere le piste interrotte ma il chip integro, e in quel caso si lavora sui contatti. Portacela così com’è.

Molto probabilmente sì. Le schede con capacità falsificata sono diffusissime: il dispositivo crede di avere spazio, scrive oltre la capacità reale e i file si sovrascrivono tra loro. La parte perduta così non è recuperabile, quella entro la capacità vera in genere sì.

No, ed è la differenza principale: una micro SD è un unico blocco, non contiene componenti separabili. Quando serve arrivare direttamente alla memoria si lavora sul corpo stesso della scheda per raggiungere i contatti interni. È un intervento delicato e a senso unico, per questo si tenta solo quando le altre strade sono chiuse.

Togli la scheda e portacela

Se il dispositivo chiede di formattare, la risposta è no. Estrai la scheda, non usarla più e sentici: da lì in poi le probabilità sono buone.