La maggior parte degli account rubati non viene «hackerata»: la password era la stessa di un altro sito finito in una fuga di dati, oppure è stata consegnata a una pagina falsa. Tre abitudini risolvono quasi tutto.
1. Una password diversa per ogni account
Se usi la stessa password ovunque, basta una sola fuga di dati per aprire tutte le porte. Meglio una frase lunga e facile da ricordare che una parola corta piena di simboli.
2. Un gestore di password
Nessuno ricorda cinquanta password. Un gestore di password le crea, le conserva cifrate e le compila al posto tuo. Quello integrato nel telefono o nel browser è già un ottimo inizio: proteggilo con una password principale robusta.
3. La verifica in due passaggi
Oltre alla password serve un secondo elemento: un codice da un'app di autenticazione, una conferma sul telefono o una passkey. Così la password rubata da sola non basta. Attivala almeno su email, banca, social e WhatsApp.
- Le app di autenticazione sono più sicure degli SMS.
- Salva i codici di recupero in un posto sicuro, anche su carta: servono se perdi il telefono.
- Non comunicare mai un codice di verifica a chi te lo chiede, nemmeno se dice di essere un tecnico o la banca.
